Il secondo paradosso delle relazioni dei nativi digitali

All'interno delle reti sociali si verifica una situazione particolare: i vantaggi del «capitale sociale» generato dalla rete, se questa è molto grande, sono significativamente maggiori dei costi richiesti ai singoli individui per partecipare al gruppo.

Il termine «capitale sociale» è usato dalle scienze sociali per indicare il valore aggiunto che gli individui che entrano in un gruppo sperimentano per esserne parte. Questo nuovo valore è generato dagli aspetti psicologici (senso di comunità, empowerment), relazionali (sostegno sociale, partecipazione) e strutturali (norme e valori condivisi) della vita sociale.

Tuttavia una nuova disciplina, la «scienza delle reti», il cui obiettivo è comprendere le proprietà delle aggregazioni sociali e le modalità con cui queste si trasformano indica anche un’altra caratteristica del capitale sociale prodotto dalle reti sociali: dato che la posizione dei diversi soggetti all’interno della rete varia, i vantaggi prodotti sono distribuiti in maniera diseguale.

In altre parole, la scienza delle reti evidenzia il secondo paradosso delle relazioni dei nativi digitali: nonostante i social media generino più capitale sociale del costo che richiedano, i vantaggi di tipo economico e sociale che questo processo genera non si distribuiscono in maniera uguale tra tutti i nativi digitali.

Anzi, il processo produce forti diseguaglianze legate alle diverse posizioni e ai differenti legami che questi hanno all’interno delle reti digitali.
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